venerdì 28 dicembre 2012

Fumetti Foffi - Pubblicità Progresso



Perché alla fine le puellae formosae le so disegnare un po' anche io.

giovedì 27 dicembre 2012

Fumetti Foffi - Dark Side of The Melfo


Starring: Melfist, Cupido Franky, Wraith
Testi: Melfist
Matite: Melfist
Chine: Melfist ci sorprende sempre con queste sue improvvisate
Sceneggiatura: Wraith
Colori: Daredevil

martedì 25 dicembre 2012

Fumetti Foffi - Blades of Melfo

Starring: Melfist, Cupido Franky, Alba

Testi: Melfist
Matite: Melfist
Chine: straordinariamente, di nuovo Melfist
Sceneggiatura: il tassista di Cupido Franky
Colori: il cane maltrattato che ha denunciato la padrona per abusi

Buon solstizio d'inverno a tutti, e auguri di compleanno al mio amico Gesù Cristo.
Colori: le altre persone che pattinavano con me

giovedì 20 dicembre 2012

Web-design skills WANTED

Sì, d'accordo, questo non l'ho finito, ma non mi andava proprio di finirlo.
Tutto sommato era giusto una scusa per postare qualcosa prima della famigerata fine del mondo.
Certo.
Fine del mondo.
Vi dirò la verità: sono stato pessimista.
No, non vuol dire che ci credo. Intendo che mi aspettavo molta più gente stupida in giro per le strade, a gridare "moriremo tutti!" o a fare sesso orgiastico senza preservativo prima della fine. Insomma, qualcosa di simile, giusto per dire "andiamocene via con un bel botto, tanto non dovrebbero esserci conseguenze a lungo termine".
E invece.
E invece, per una volta, il resto del mondo non sembra essere così stupido. Per una volta.
Sembra così assurdo che con tutta l'inutile attenzione mediatica non accada niente. Non dico che la gente dovrebbe rimanere depressa o ansiosa. Dico solo che, conoscendo l'attitudine mentale di molte persone (leggasi: stupidità) contavo su qualche persona molto stupida che ci credesse e facesse qualcosa di altrettanto immensamente stupido che mi sollazzasse. Sarò molto egotico e offensivo, ma o questo, o limitarsi a vedere post sulla fine del mondo su facebook.

Dai, passiamo a qualcosa di più intelligente.
Questo lo dico in inglese perché voglio essere sicuro di trovare qualcuno che lo capisca. Mi serve davvero.

I need a web-designer to help me re-design this blog. I just can't find it of any real attractiveness right now and also my friends tell me so. Please avoid suggesting pink bows or sparkling, epilepsy-inducing titles. I need someone with a bit of common sense and informatic understanding who can help me find some way to make this blog less shitty (at least). Mail me at the address I gave you a few posts ago, if you don't mind.
I can treat you to cookies if you can accept it as a payment.
No kidding, I can't even cook those.

lunedì 17 dicembre 2012

Fumetti Foffi - Quando la matita non basta

Starring: Melfist, Voce Fuori Campo Non Meglio Identificata
Testi: Melfist
Matite: Melfist
Chine: Anche qui Melfist ci stupisce facendo un pastrocchio, o meglio un Pastrovicchio
Sceneggiatura: Il cantante lirico ubriaco che canta benissimo l'opera lirica sotto casa mia
Colori: La mamma degli idioti è sempre incinta

Rilfessioni personali sul Melfo alle due di notte


Ciao, sono Lorenzo Massacesi, sono un ragazzo molto fantasioso che crede di essere un dio minore e che nel contempo continua a fare la spesa e ad avere degli hobby inutile come tutti gli altri.
Quando sono arrivato qui a Trieste sembrava tutto così roseo che mi ci è voluta un'insegnante di inglese con un accento pateticamente nascosto per farmi ricredere.
E anche così, la vita andava benissimo.
Ho approfittato delle opportunità, mi sono divertito un sacco e ho avuto anche un paio di storie di durata brevissima, le quali dovevano suggerirmi di cambiare atteggiamento alla svelta se non volevo avere un'overdose di felicità e finire il contrario di quello che ero.
Ci ho azzeccato solo in parte, ma era abbastanza tardi e ne ho pagato il prezzo (e forse lo sto ancora pagando). Vedrò se sarà possibile porci rimedio o se è solo una questione di leccarsi le ferite e cambiar strada.
Vedete, quando sono felice tendo a fingere che tutto vada bene perché sono io a mandare avanti le cose come un perfetto manipolatore degli eventi. Perché sono io a mandare avanti la baracca. Perché sono il signore del mio destino, perché sono un dio, anche se minore.
Ma, se anche fosse, gli dei sono legati alle occorrenze e alla casualità degli eventi come tutti gli altri. Gli dei che oltrepassano questa problematica di solito non hanno comunque interesse nell'universo o ne sono totalmente tagliati fuori.
Per questo, mano a mano che la mia vita felice passa, faccio più e più piani complessi nella mia mente, associandoli ad una pseudoscienza comportamentale basata sulle mie esperienze dirette (sospetto si chiami psicologia, ma non ditelo agli psicologi). E il fatto che abbia un minimo di empatia e che per questo il più delle volte io ci abbia azzeccato non vuol dire che sia effettivamente vero.
E così passano i giorni, io immagino piani complessi che spiegano le azioni delle altre persone come causa ed effetto delle mie, solo per soccombere brutalmente alla casualità latente nel mio stesso cervello sovreccitato durante la vita reale.
Sì, sostanzialmente si può dire che io parli a vanvera, o che nel tentativo di sembrare spiritoso in un gruppo mi mostri solo ridicolo. O che per dire le miriadi di cose meravigliose che mi passano per la testa (di cui solo poche hanno un collegamento diretto col presente) io finisca per dire solo le peggiori, o sbagli l'ordine, o che dica quelle più belle nel peggior modo possibile, rovinando i piani che avevo stilato nella parte razionale della mia mente.
Soccombo alla mia stessa stupidità di superficie, e la gente potrebbe anche decidere di evitarmi o ignorarmi. Io credo ancora in questo: che sotto sotto io posso essere meraviglioso e che lo siano soprattutto gli altri di cui io cerco l'attenzione. E che possiamo esserlo insieme.
Solo che sbaglio spessissimo i modi, mi emoziono, cerco di sembrare più di quello che sono e sembro sempre meno di quello che vorrei essere.
Questo è il momento più lucido e razionalmente equilibrato delle ultime settimane, sebbene io non assuma alcun tipo di sostanza che alteri la coscienza o la percezione del mondo intorno a me. La mia mente è più che sufficiente a distorcerle.
E anche questa decisione di renderlo visibile, di aprire uno spiraglio su quello che vorrei essere (e che vorrei che gli altri vedessero) e di mettere a nudo una parte vera di me (e possibilmente una vulnerabile) è possibilmente il più grosso errore delle ultime settimane. Solo che non mi pare giusto che il mondo veda solo lo strato più esterno prima di giudicare quello che c'è sotto, che sia marcio o meno.
Grazie dell'attenzione, e buonanotte.

sabato 15 dicembre 2012

Fumetti Foffi - Miracles Happen (Part 2)

Starring: Melfist, Cupido Franky, Giulia Pauline, Giulia GGG
Testi: Melfist
Matite: Melfist
Chine: straordinariamente, di nuovo Melfist
Sceneggiatura: mio cuggino mi ha detto che Kenshiro gli ha imparato una mossa che dopo tre giorni muori.
Colori: Melfist da vecchio

giovedì 13 dicembre 2012

Fumetti Foffi - Miracles Happen (Part 1)

Starring: Melfist, Cupido Franky, Giulia Pauline, Giulia GGG
Testi: Melfist
Matite: Melfist
Chine: straordinariamente, Melfist
Sceneggiatura: mio cuggino mi ha detto che una volta da bambino è morto
Colori: Kenshiro

La seconda parte a breve (aka, quando troverò in giro un bianchetto).
Alla prossima!

lunedì 10 dicembre 2012

Fumetti Foffi - Sketchy Thing

Starring: Melfist
Testi: Melfist
Matite: Melfist
Chine: William Shakespeare
Sceneggiatura: Melfist vestito da Shakespeare (ma senza perdere i capelli)
Colori: Il robo soddisfatto


Dai, vi prometto che dalla prossima volta inizierò ad fare qualcosa di meglio.

sabato 8 dicembre 2012

Fumetti Foffi - Snow Time


Starring: Melfist, Cupido Franky, Simokku
Testi: Melfist
Matite: Melfist
Chine: La bora di Trieste
Sceneggiatura: Gli amici universitari
Colori: Mangiati dal pupazzo di neve malvagio davanti alla finestra.


Per oggi è tutto, stasera pancakes come se piovesse (e anche ospiti come se piovesse, chissà perché).
Alla prossima!

venerdì 7 dicembre 2012

Eccellente, Smithers

Improvvisamente abbiamo raggiunto gli 11K in visualizzazioni?
Eccellente.
Continuate così, miei fedeli. Presto disegnerò ulteriori strisce per Fumetti Foffi. Au revoir!

Fumetti Foffi - Resurrection

Siccome ho deciso di voler migliorare nel disegno, di voler diventare famoso con poco e non diventare famoso per essere un deficiente...

...ah, no, mi dicono dalla regia che già lo sono già quasi diventato attraverso i post di questo blog. Ricominciamo daccapo.
Siccome ho deciso di voler migliorare nel disegno, e, da quanto ne so, spesso si migliora facendo pratica ed essendo costanti, ho iniziato a disegnare strisce a fumetti dal tasso di egocentrismo superiore del 2200% rispetto ad un essere umano normale.
Testi: Melfist
Matite: Melfist
Chine: Il fantasma formaggino
Sceneggiatura: Cupido Franky (fingendosi Melfist)
Colori: Adolf Hitler (che, come tutti sanno, non esiste, al contrario del fantasma formaggino)

E poi boh, la prima nevicata qui a Trieste è composta di neve antigravità.
Vi saluto, e ringrazio in anticipo Nanni e Simokku per il supporto che dovranno darmi se non vogliono incorrere in spiacevoli conseguenze non meglio specificate.
E, come direbbe la mia professoressa di portoghese, beijinhos!

mercoledì 5 dicembre 2012

Tecnopatia


Da qualche tempo a questa parte ho un tic da disegno compulsivo: cerco di disegnare me stesso come un androide. Ma non mi basta semplicemente disegnarmi cibernetico, no. Voglio anche immaginarmi nel dettaglio, il perché di quella saldatura, l'iridio o il tungsteno al posto della lega in carbonio e così via. Insomma tutto quello che è concepibile per reimmaginarmi cyborg.
Probabilmente è tutta colpa di Ecce Robot degli Uochi Toki.
Per questo spulcio su tutti i siti e fumetti cercando informazioni, storie e lore che mi ispirino nella creazione di un cyborg così perfetto da essere praticamente vita organica artificiale, un miscuglio di vita e non-vita, di tecnologia e magia, di biologia futuristica al limite dell'ingegneria metallurgica. Insomma, tutto quello che può sembrare minimamente utile a questa perdita di tempo così interessante.
Ho rispulciato Alita, Fullmetal Alchemist, la Tetralogia del Mostro di Bilal, l'universo superespanso di Warhammer 40.000 e pure tutte le fighettate robotiche o non della Marvel e della DC (oddio, dire "tutte" è una castroneria verbale di dimensioni bibliche; diciamo tutte quelle che abbiamo in casa e che mi presta il coinquilino), e molto altro ancora.
Boh, sono a buon punto, Ho belle idee e mi piace anche fino a dove sto arrivando. Lo sviluppo è sempre più complesso, sempre più definito. Alla fine non sono più neppure io di faccia, ma mi piace lo stesso.
Vorrei chiedere a tutti quelli che mi leggono, per una volta, di interagire con me (d'altronde lo fate spesso, eh, mi fate arrivare a diecimila visualizzazioni nonostante tutte le immense caspiate che dico senza alcun motivo) e di suggerirmi un po' di ideuzze, di universi dove la tecnologia per lo sviluppo umano e cibernetico è interessante. Non necessariamente all'avanguardia: basta che sia interessante.
Vi chiedo di linkarmi immagini, o tutt'al più siti dove queste immagini sono presenti in quantità. Altrimenti, passatemi direttamente qualcosa che può essere opera vostra: mandatemelo per e-mail a lordmelfist@live.it e siate simpatici. Astenersi giovani scrittori di fantasy come il Carrido Wate (chi ha orecchie intenda) ed altra gentaglia.

venerdì 30 novembre 2012

They see me rollin'...

Sì, è bello essere riempiti da quella sensazione di completezza che sgorga come un fiume in piena, come uno tsunami, un uragano, un tornado, la pioggia che scroscia dai cieli di carbone, annunciando con squarci di lampi e tuoni che col cazzo che è finita, no, continuerà a piovere per un bel po' e col cazzo che esci di casa.
Nel caso non lo sappiate, al momento qui a Trieste piovono anche le proverbiali madonne. Sì, non è molto elegante, ma come termine gergale ha sicuramente una forza più terrena, naturale. Altro che ispirazione religiosa.
Insomma, disegnando questo ultimo disegno mi sentivo veramente bene. Sapevo che se mi fossi fermato non sarei riuscito a finirlo con la stessa forza, lo stesso impeto che avevo provato nel momento in cui la matita e il foglio si erano incontrati e mi avevano mandato un invito a nozze con annessa bomboniera.
Quando finalmente ho finito, cinque ore dopo aver iniziato, erano già arrivati gli ospiti in casa. Me n'ero accorto, certo, ma ero rimasto impassibile -quantomeno alla loro presenza. I nostri ospiti consistono in ragazze universitarie simpatiche che vengono da noi dopocena per prendere un tè, parlare di stronzate, guardarne di altre su youtube e poi, se il sonno non ci prende prima delle tre di notte, vedere qualche film a casaccio. L'ultima volta (l'altroieri sera) abbiamo visto Le Follie di Kronk (sequel spin-off del film d'animazione Disney Le Follie dell'Imperatore, per quei nabbi che non lo conoscono).
Ma che ve le dico a fare tutte queste cose? Le sapete già, e non solo perché sono cose che vi ho già detto e ridetto e stradetto e detto di nuovo e detto al telefono e per posta e sul pc e su questo blog.
No.
Lo sapete perché...
Perché...
...Devo smetterla di iniziare una frase con "e non solo perché" anche se non so quali sono gli altri motivi.

Si noterà perlomeno che sono molto felice (o almeno spero). La mia vita universitaria è lontana dal roseo, ma la distanza è relativa. Il mio primo esame è stato più che soddisfacente. Un parziale di traduzione francese-italiano a novembre con un bel 26 scritto sul foglio. Molto soddisfacente.
E allora perché dico che è lontana dal roseo?
Perché, vedete, la mia vita universitaria è attualmente in tutto e per tutto la mia vita al 95%. Gli unici centri di aggregazioni sono la sede della facoltà e casa mia. Ogni tanto il supermercato, ma come tappa variabile e finalizzata all'immagazzinamento di cibarie per andare a casa mia.
E, mi chiederete dunque voi, cosa c'entra quest'identificazione delle due realtà con la mia felicità e perché nonostante questa frase dico che la mia vita non è così rosea?
Perché mi sto prendendo una cotta. Forse. Non so. Quando si è circondati da così tante persone interessanti  si potrebbe persino pensare che sia semplicemente l'euforia del luogo, della situazione, delle battute simpatiche del Simokku sui cestini. Eppure, con il supporto del buon Simokku, che si accolla il fardello non indifferente di aiutare Cupido Franky nel suo caso più difficile (se stesso), il nostro eroe si è finalmente reso conto dei propri sentimenti.
Gesù-Krispies, in effetti suona da cani dirlo così, su un post di un blog. Dai, facciamo i fighi.
FACCIAMOLO DIRE A CUPIDO FRANKY DAI CHE FIGO

giovedì 29 novembre 2012

IT'S OVER NINE THOUSANDS!!!

Ma tu guarda, sono arrivato a 10K di visualizzazioni.
Un po' lentamente, ma ce l'ho fatta.
Ma davvero vi interessa quello che dico?
Secondo me no.
Nel frattempo faccio il ruffiano delle folle e vi mostro un bell'autoritratto frugo.


Ringrazio il pubblico a casa, il regista, la mia truccatrice, il gobbo, le ditte farmaceutiche di cui non compro i prodotti, la letteratura romantica sui vampiri da quattro soldi, Peter Jackson e la sua insulsa idea di fare una trilogia de Lo Hobbit, il tizio che in Love Actually batte i Blue con il disco più venduto di Natale, l'operatore della cinepresa, quel figo del cinese che cucina benissimo il sushi nel ristorante giappo vicino casa, e il gruppo di scimmie ammaestrate che scrivono i miei post su questo blog.

Chiudo dicendo che oltre ad essere più bello e un po' più giovane rispetto all'autoritratto, sto anche considerando il fatto che mi sto prendendo una bella cotta. 
A buon intenditor, r'lyeh umgh gvahr pto'lmuh myghnghach.

mercoledì 21 novembre 2012

Beauty is Truth, and Truth Beauty


Primo esame all'università.
Traduzione in lingua: francese-italiano.
Testi: due (poesia di Apollinaire e articolo di giornale del 1 novembre).
Tempo a disposizione: tre ore.
Uso del computer: concesso.

Se mi avessero detto che un esame con questo professore era onesto ed equo, non ci avrei creduto per tutto l'oro del mondo. Il bello è stato ricredersi, anche se per dirlo con assoluta certezza dovrò aspettare i risultati dell'esame. L'impressione mi è rimasta, però.
Con questo esame ho fatto la mia entrata nel mondo effettivo dell'università: non quello delle uscite tra amici appena conosciuti, delle avventure amorose completamente nuove, della spesa, le bollette, lo shopping di fumetti, libri e cancelleria, ma il mondo fatto di voti, di dati, di appelli, studio e termini specifici per la traduzione, tagliente e reale come l'idea di mondo che mi hanno presentato i miei genitori: la giungla piena di predatori, il luogo ostile per eccellenza. Mia madre ha imparato a sopravvivere, ma temo abbia dimenticato il concetto di vivere, ed è questo che io desidero evitare. Il ruolo dei genitori è insegnare ai figli a non commettere i loro stessi errori, e ho intenzione di non vanificarlo. Credo che vivrò molto intensamente anche la pigrizia e la noia, e ho il timore fondato che quest'esperienza sarà così intensa da lasciarmi poco spazio personale da dedicare all'introspezione per fare il mago a tempo pieno.

Vorrà dire che terrò acceso il cervello più tempo e lo userò meglio. Già stamattina mi sono svegliato borbottando qualcosa e ho pensato al generatore di microonde mostrato in Batman Begins, visto l'altroieri sera con il gruppo cinefilo nerd, e ho considerato che se si utilizzasse quel macchinario in alternativa al carbone per un modello moderno di motore a vapore, si potrebbe effettivamente ottenere una versione funzionale del modello di energia necessario a muovere le macchine steampunk.
Una stronzata del genere, alle 7 di mattina, l'orario in cui di solito la gente cerca di non confondere la nutella da spalmare sulle fette biscottate con il dentifricio.
Vabbè.

A proposito di steampunk, ho comprato oggi un mattone trilogico edito da Einaudi, tale Leviathan di un tale Scott Westerfield. Da quel che ho capito, è una versione steampunk della WW1, ma con uno schieramento effettivamente steampunk e uno bioingegneristico. I due campi mi attirano e spero che ci sia sufficiente lore da appassionarmi.
Altra cosa importante da dire: l'altroieri sera ho sognato una ragazza con i capelli rossi e durante il sogno me ne sono innamorato. Lo so benissimo che è da deficienti completi, ma siccome mi dispiaceva dimenticarmene ne ho conservato il ricordo disegnandola in un momento imprecisato del suo risveglio.
Non sono particolarmente bravo con i ritratti, figuriamoci con quelli femminili, perciò cercate di essere comprensivi.
Se la conoscete, la incontrate o altro, fatemi sapere.
Enjoy.

PS: Oggi ho comprato anche Un polpo alla gola di Zerocalcare. Chi si domanda come mai abbia avuto un successo così stratosferico non ha che da leggerlo. Ed è tutto quello che vi serve sapere sulla Terra.

lunedì 5 novembre 2012

Post-Lucca non vissuto

Che dire, anche quando si rimane a Trieste, impegnati in sordidi affari estremamente segreti (ok, stare con qualcuno non è chissà quale grande impegno, ma stavolta sì), si pensa di non essere influenzati dal resto dell'universo.
E invece oggi è tornato il mio buon Simokku, il compagno di appartamento più pacioccoso del vicinato, e anche quello che legge fumetti su fumetti come me.
Fatto sta che lui aveva motivi seri per andare a Lucca (leggasi: ragazza) mentre io ne avevo di seri per non andarci (leggasi: mancanza di soldi, altra ragazza).
Così mi sono limitato ad aspettare che il buon Simokku tornasse, e nel frattempo, ho pulito casa, ho mangiato al giapponese (di nuovo?) e ho ospitato una gara di fonetica portoghese a casa. Dieci minuti prima che tornasse il Simokku, sono stato tentato da uno dei partecipanti al contest casalingo di prendere parte ad una burla, che consisteva nel far cagare addosso il Simokku non appena arrivato a casa.
Suddetta burla ha preso piede nella stanza quasi perfettamente rassettata di Simone, che al rientro si è visto comparire da sotto la scrivania un mostruoso Melfo incappucciato.
Bisogna ammettere che non avrò tutto sto gran fascino, ma come creatura oscura di un film horror ho un futuro.
Con lo spavento è giunto anche il mio senso di colpa, doppiamente inferto a causa del fatto che non solo il buon Simokku non se l'è presa troppo (se non nelle mutande), ma mi ha anche riportato da Lucca Il Nuovo Romanzo di Dan Braun, del nascente astro sionista di Davide La Rosa. Con tanto di dedica.
Ricordate sempre che la madre dei ninja è sempre in Cina. True story*.
Ora scusatemi, ma vado a prepararmi Quattro Sensi di Colpa in Padella.

*Attenzione! Quanto scritto sopra può non essere vero, o semplicemente relativo ad altri fatti avvenuti a Lucca, come la richiesta di dedica del Simokku per un suo amico. Che poi sarei io.

venerdì 26 ottobre 2012

Le cose strane di Trieste

Trieste è un posto singolare.
Può capitare che ad un gruppo di ragazze universitarie in attesa in piazza vengano interpellate da strani individui trasandati armati di stampella, che le interrogano sui loro interessi e pulsioni per un canale locale.
Può capitare che gente butti sigarette, e che altri li insultino sottovoce recuperandole.
Può capitare persino che donne attempate arranchino ubriache nella notte, cantando con nostalgia la dipartita di Lucio Dalla.
Può capitare di tutto, questa città è simpatica.
E ora vi lascio con un disegno complesso e molto molto molto malato, fatto a Pescara un bel po' prima di venire qui, in un posto così simpatico che mi ha fatto inzuppare di sudore i primi giorni per il caldo fuori stagione, e che a partire da oggi, all'improvviso, mi ha fatto inzuppare di pioggia. Ha iniziato stamattina e ancora non smette, ora, all'infausta ora delle dieci e mezza di sera.
Sì, è proprio un posto singolare.

mercoledì 24 ottobre 2012

Live from Trieste

Lo so, è passato un sacco di tempo.
Non vi ho fatto sapere più nulla e sono stato tutto il tempo fuori a cazzeggiare, traslocare, fare la spesa, uscire con gli amici, trovare fumetterie e negozi d'antiquariato, aiutare amiche con la sbronza pesante, mangiare al cinese, poi al giapponese, poi alla mensa, e molte altre cose interessanti solo per me che le ho vissute.
Nel frattempo ho avuto la fortuna di constatare che Trieste ha un bel club dove suonano bei gruppi, tra i quali Bologna Violenta e, soprattutto, i Raein.
Già, i Raein.
Che sono andato a sentire giusto sabato.
Per narrarlo in una parola, dovrei usare una parola molto bella, descrittiva e forse anche molto lunga.
Non la dirò, perché è un grido fortissimo. Ma posso dirvi questo:
I Raein hanno avuto qualche momento di indecisione accordando gli strumenti.
Poi hanno iniziato a fare bullismo pesante sul batterista, suonandogli in faccia, uno ad uno, una escalation di potenza.
Poi è iniziata Nati da Altri Padri. Stavo avendo orgasmi multipli.
Hanno continuato con qualche brano di Sull'orizzonte tra questa vita e quella degli altri, con una meravigliosa Nirvana di cui però non si sentiva la voce. Odio quando la musica sovrasta in modo troppo esagerato la voce del cantante.
Il locale non era eccelsamente immenso, anzi direi che era proprio piccolino.
E così si è conclusa la mia avventura musicale.

Al momento sto attraversando interessanti stati d'animo. Questa città è un crogiolo di possibilità inespresse e le individuerò tutte.
E forse a breve vi mostrerò qualcosa del mio fantastico antro, qualche nuovo fantastico disegno e cose del genere.
Perché io può.

giovedì 20 settembre 2012

Dopo venti giorni

In venti giorni succedono sempre un sacco di cose.
Ad esempio, a me ne sono successe un sacco e mezzo.
Tuttavia, la presenza del computer in camera mia uccide lentamente la mia memoria, staccandone un pezzettino ogni volta che clicco sul pulsante di accensione.
Per questo, scriverò cose in ordine sparso, spesso senza senso, ma talvolta dense di stupidità ragionata, molto più vere della verità stessa.
Ossia, in parole povere, un mucchio di stronzate con in mezzo qualche cosa tranquilla.
Ho scoperto il deep web, e di gente che vende la propria merce, la morte, su internet.
Ho scoperto Claymore, e mi è piaciuto molto, perché per una volta ho trovato uno shonen con protagoniste quasi solamente femminili, privo di qualsiasi forma di fanservice. E poi ha ispirato il disegno che vedete qui a sinistra.
Ho scoperto Vinland Saga, che mi ha ricordato un incrocio ben riuscito de Il Gladiatore, Vagabond e Viking Sagas, e perciò mi è piaciuto perché nonostante c'entrassero questi tre era originale.
Ho ignorato completamente una tempesta fortissima che ha nuovamente sfondato le strade davanti casa mia. Poi ho provato a farne arrivare un'altra, ma è stata deboluccia.
Ho parlato con amici e amiche di cosa significhi provare dolore, o non provarne affatto, di relazioni, di autostima, di stima degli altri, del mio egocentrismo, delle guance paffute o di reazioni spropositate al contatto con un naso, di cerchi e curve frattali, di universi, di quarantasette dimensioni, del cosmo e della paura davanti a creature improbabili in giochi di pessima qualità.
Mi è venuta la cosiddetta scimmia (scimmia: voglia irrefrenabile di qualcosa, desiderio infantile fortissimo, attrazione improvvisa per qualcosa) per GemCraft Labyrinth, e tuttora sto maledicendo quei maledettissimi piccoli mostriciattoli a sciami che non la smettono di sciamare. Porca vacca.
Nel frattempo, ho finalmente colmato una lacuna che ho lasciato indietro spesso e volentieri: i King Crimson, e i Massive Attack.
Mi piacciono entrambi, ma i primi mi danno l'impressione di qualcosa che è stato grande e ha cercato di esserlo anche dopo una caduta rovinosa. Dove si trovi questa caduta, non l'ho ancora capito, è solo Wikipedia che mi mette certe idee in testa e non so se crederle o meno. I secondi, al contrario, mi sono piaciuti molto, ma meno di quanto mi aspettassi in media dai loro album. Mezzanine è bellissimo, anche Blue Lines ha un suo fascino meno raffinato e Protection è frugo. Poi c'è il fantasticosissimo Heligoland.
E ovviamente, alcuni film fantastici.
No, non fantastici nel senso che ci sono le fatine o i fortunadraghi o bambini che salvano il mondo.
Fantastici nel senso di meravigliosi.
No, sto sbagliando di nuovo. Non mi suscitavano meraviglia, ma soddisfazione. Soddisfazione interiore, per aver visto qualcosa che vale la pena vedere e ricordare, e che ti fa pensare.
Un esempio è stato I Figli degli Uomini.
Non pensavo di rimanere così contento di aver visto un film, e invece mi sono ricreduto. Mi piace ricredermi in senso positivo, è qualcosa in cui spero sempre ma che accade di rado.
Cosa può esserci di più bello di un film bello?
Non lo so proprio, però I Figli degli Uomini è stato veramente bello. Non a caso, all'inizio c'era una scena con la canzone The Court of The Crimson King. Evocativa, soprattutto quando penso al disegno che ne è scaturito quella sera quando l'ho riascoltata.
Poi ci sono stati film molto più deludenti.
Simon Pegg, ti voglio tanto bene, ma per l'amor del cielo, potevi evitare una così brutta figura comparendo in una commedia da quattro soldi come Star System - O ci sei o non esisti. La tua presenza è stata gradita, ma per amor del cielo, metterti nello stesso film con Kirsten Dunst e Megan Fox è un affronto.
Stessa cosa per Super Mario Bros, ma elevata alla seconda. Bob Hoskins può essere un buon attore, ma mettergli affianco quel tordo e infilarli entrambi in un film dalla trama così dubbia da sembrare scritta sul retro di un fazzoletto da naso usato è stata una vergogna immane. Ogni tanto strappa una risata, ma il resto del tempo fa pensare ad un brutto scherzo. Uno scherzo veramente brutto, di pessimo gusto.
C'è altro?
Caspita, se c'è. Andrò all'università, sono passato anche con un certo margine (aka sono decimo in graduatoria su 786 candidati, con solo 88 posti disponibili: bel margine davvero). Andrò a Trieste, vivrò lì con un mio amico che frequenterà la mia stessa facoltà, e poi amen, quel che sarà, sarà.
Ma che sarà dei miei amici?
Sabato si va a mangiare giapponese a sbafo tutti insieme (chi più, chi meno) e ci si saluta (chi più, chi meno).
Si fanno sempre tante promesse, tanti progetti di rivedersi, ma poi quante di queste promesse saranno mantenute? Mi ritroverò mai in una qualche casa con i miei vecchi amici, come in L'Acchiappasogni, pronto a sconfiggere un'invasione aliena o semplicemente a ridere ricordando i vecchi tempi?
Possiamo davvero tenere con noi tutti gli amici vecchi oltre a quelli che ci riserva il futuro?
Meditate sull'immagine malinconica di questo mio mostro dalla criniera tentacolare ed uncinata, dalle lance di luce

giovedì 30 agosto 2012

Il Cavaliere Oscuro vuole dei Placebo, ma Tremonti ci ha messo una tassa sopra. CREEDeteci.

Oggi su Pariah ci sono numerose cose di cui parlare.
Prima fra tutte, il film che probabilmente i deficienti sapranno associare solo a James Holmes.
Sì, stiamo parlando del terzo capitolo della saga di Batman di Christopher Nolan, De Darc Nait Raises, o come lo conosciamo qui in Italia, Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno.
Devo dire che nonostante l'ottima regia di Nolan, non posso fare a meno di definire questo film come "prevedibile". Certo, in buona misura molti dei personaggi provengono da un universo fumettistico abbastanza famoso già precedentemente ai film di Nolan (penserete che io sia ironico in questa considerazione minimalista del personaggio di Batman, ma in realtà esistono numerose persone, che chiameremo buzzurri per educazione, che confonderebbero Batman con Spiderman), ma anche a livello di dialoghi, scene ricorrenti ecc. sono stato capace di anticipare senza troppi problemi i discorsi di Bane e Batman. Ottima voce, a proposito, quella assegnata a Bane.
In generale, Bane va guardato con più attenzione. Intanto, Hardy è stato una buona scelta come cattivo. Anche con una maschera che blocchi metà delle sue espressioni facciali, ha saputo dare l'aria del mercenario calmo e sicuro di sè attraverso una precisa mimica del corpo. Quando se ne va in giro ballonzolando la testa e tenendosi il bavero con le mani mi fa venire voglia di imitarlo, tipo una nuova forma di GANGNAM STYLE.
Le presenze nel film di attori come la Hathaway, Freeman e Burn Gorman mi hanno piacevolemente sorpreso, in quel modo che soddisfa molto i gatti al punto di fargli fare le fusa.
Poi c'era Gordon-Levitt, nei panni del giovine poliziotto di belle speranze. Solo che questo giovine aveva un'anima oscura, tanto che tra anime oscure ci si ritrova su DarkKnightbook. E così nel giro di cinque secondi anche il poliziotto Blake (il cui vero nome, perdincicazzo, è Robin e non Greyson come sarebbe dovuto essere) scopre l'identità di Batman.
Gordon, nel tentativo di fermare un uomo dalla forza sovrumana addestrato dalla Setta della Ombre e i suoi numerosissimi scagnozzi, entra nelle fogne e finisce per dare al suddetto uomo dalla forza sovrumana la verità su Harvey Dent e numerosi indizi sull'identità di Batman, tanto che Batman stesso ci mette poco ad essere prima sgamato in pubblico, e poi pwnato dal suddetto uomo dalla forza sovrumana.
Allo stesso modo, nonostante Wayne dica a Selina Kyle che ha un amico potente (allo stesso modo in cui Paperino è amico di Paperinik), quando Bane svela l'identità segreta di Batman la Gatta Ladra emette un singulto di assoluta sorpresa.
E, come se non bastasse, Gordon ha bisogno che gli venga ricordato un dettaglio infinitesimo di oltre venti-trenta anni fa per scoprire all'improvviso alla fine del terzo film che Batman era Bruce Wayne.
In realtà questo film è tutta una serie di situazioni che dovrebbero indurre Bruce Wayne a smetterla di indossare una tuta e andare in giro a fare la voce roca ai criminali. In tutto il film la maggior parte dei personaggi scopre praticamente da sola che il miliardario misantropo e il vigilante-topovolante sono la stessa persona.
A quel punto, sapendo che Wayne non è più bravo come un tempo a nascondere il suo vizietto notturno, Alfred Pennyworth si dimette e si gode i profitti del suo lavoro come testimonial pubblicitario del Fernet Branca, salvo tornare in lacrime quando scopre che Wayne è morto salvando Gotham da un'esplosione nucleare.
Certi giorni non riesci a liberarti di una bomba.

Ma passiamo alla musica. Non quella di Hans Zimmer, che ha curato la colonna sonora dei film di Batman in modo eccellente, ma quella che sto per recensire oggi.
Iniziamo con i Creed.
Negli anni 90, chiunque in America non si vergognava a dire che dai, sì, in realtà un po' mi piacciono i Creed.
Erano famosi per canzoni come With Arms Wide Open (che cantavo giusto ieri) e altre fighettate, come Bullets e My Sacrifice. Erano un'icona post-grunge molto famosa, anche se il grunge non esiste e per questo erano il seguito di qualcosa che non esiste, tipo Star Wars ai tempi di Episodio IV - Una Nuova Speranza.
Ma non è importante.
I Creed si erano sciolti parecchio tempo fa, ma a raccogliere la loro eredità c'era stato il gruppo degli Alter Bridge, che comprendeva alcuni dei membri originali.
Gli Alter Bridge sono stati veramente amabili sotto numerosi punti di vista, e non parlo solo dei miei personali gusti. Hanno avuto una certa estensione musicale sebbene abbiano sempre lasciato una firma personale in tutti i pezzi, che spesso li rendeva somiglianti fra di loro, senza toglierne la carica. Mi piacevano molto soprattutto per il fatto che erano più cupi dei Creed, più tristi, ma non più tenebrosi. Oddio, ogni tanto sì, tipo in canzoni come Blackbird e The End is Here, ma per il resto sono sempre stati più malinconici che altro.
Poi c'è stata la reunion dei Creed originali, e con essa è comparso Full Circle. Per i Creed, è stato un brutto album, ma è stato un bell'album degli Alter Bridge. Perché? Perché ormai i Creed sono andati oltre il periodo in cui erano ancora impegnati in canzoni su cui abbracciarsi in modo virile e al contempo cristiano, hanno abbandonato le tonalità da grandi praterie sotto cieli pacifici. Ora il loro sound ricorda nuvole cupe, in tempesta, non ancora abbastanza vicine da far sentire la pioggia, ma abbastanza da far riecheggiare un tuono lontano. I Creed sono morti, ci sono solo gli Alter Bridge.
Un altro elemento che era presente in entrambi i gruppi era Mark Tremonti. Non c'è, fortunatamente, affinità col famigerato politico italiano, altrimenti avrei sposato la causa della Lega.
Mark Tremonti ha avuto un impatto molto potente sulla musica di Creed e Alterbridge, potente quanto quello di un asteroide di diametro di dodici chilometri che si abbatte sulla Terra. Per questo, dopo gli esperimenti di passaggio da una band all'altra, che altro non erano che nomi, Tremonti ha finalmente deciso di scrivere canzoni per sé, non solo per un gruppo, esordendo con All I Was. Il suo talento preso singolarmente è molto più cupo del resto della band, sebbene sia capacissimo di musica più dolce, più calma.  Però, ascoltando All I Was, ci si rende conto che il fenomeno dei Creed, e poi degli Alterbridge, era divenuto un successo proprio per l'alchimia della musica di Tremonti, e della voce di cantanti dalla buona voce: prima, nei Creed, lo stesso Tremonti (evidentemente per motivi di spread si è dovuto dare da fare sia con l'ugola che con la chitarra), e poi la nuova voce del gruppo, più distintiva, di Myles Kennedy.
E beccatevi tutto All I Was su iutub.
Intanto che ascoltate qualcosa che non c'entra niente con quello che sto per dirvi, vi dico quello che sto per dirvi: vi parlerò dei Placebo.

Purtroppo, dei Placebo non posso dire molto.
Fondamentalmente, la ragione dietro il fatto che ci sia poco da dire è riassumibile in pochi punti:
-Sono britannici, quindi già mi stanno più simpatici.
-Sono bravi.
-Hanno sperimentato un sacco, e le loro canzoni sono variegate e assai belle.
-Sono bravi.
-La voce del cantante mi ricorda purtroppo Carmen Consoli, ma solo di sfuggita.
-Sono bravi.
E questo è tutto. Non mi azzardo a dire niente di troppo sui Placebo, ma li piazzo, insieme ai Nine Inch Nails, in uno di quegli angoli metaforici del mio iPod che racchiude una perdita dell'innocenza, una trasformazione biotecnologica, violentemente artificializzata e inquinata dalla vita. Vedrei bene le canzoni dei Placebo in un universo distopico ed avanzato, con gente attaccata a tubicini pieni di sostanze dai nomi complessi, che viaggiano sotto cieli piovosi e inquinati, cercando ragazze belle ma truccate con veleni sofisticati. In una parola, un futuro decadente.
A dire la verità, mi ero ripromesso di non dire molto, e invece ho detto effettivamente più che abbastanza.
E a dirla tutta, "un futuro decadente" sono tre parole.
Come avrete notato, anche oggi niente disegni. Vi dirò ancora una volta la verità: sono troppo pigro per andare a prendere lo scanner, quindi vi saluto qui, lasciandovi con immagini in movimento fatte da altri anziché da me.

lunedì 20 agosto 2012

Riassunto post-calura estrema

Forse mi son fatto sentire poco, e ciò è male.
Effettivamente, non è che non abbia avuto niente da dire, è solo che di recente sono indaffaratissimo a divertirmi e a scegliere un'università, vagliando e controvagliando le facoltà di lettere o di lingue, indugiando per poco su quelle di psicologia e ogni tanto su antropologia.
Iniziamo con la mia seconda fatica di Melfo, ossia il secondo incarico di volantinaggio, stesso luogo, volantini diversi. Ho di nuovo fatto visita alla cassetta della posta di Benigni Roberto e scoperto quella di Gesù Mario. No, non sto scherzando. Ad accompagnarmi nell'impresa, mio cugino, il fidato alleato in molte delle avventure estive.
Un'altra divertentosa incombenza (non badate agli aggettivi neologici, li invento mano a mano che passa il tempo per passare il tempo) è stata quella di passare ferragosto al mare con gli amici. La spiaggia davanti al nostro stabilimento è diventata un umidissimo campo di battaglia, abitato da strane creature adulte, adolescenti ed infanti armate di pericolosissimi secchielli con mirini laser, cinghie anti-rinculo e ottimizzatori di potenza. Insomma, chi passava di lì verificava la versione giapponese del proverbio della montagna di Maometto: "Se Maometto non va al mare, il mare va da Maometto sotto forma di gavettoni e secchiellate."
Poi avviene il miracolo:
L'iPod, come sempre immortale, ma ferito nei pulsanti (che appunto non funzionavano più) si è riparato da solo, dopo un lungo periodo di guarigione ed un altrettanto lungo periodo di convalescenza. Tuttavia temo di necessitare al più presto l'album Vocapatch degli Uochi Toki, perché al momento l'iPod, con le sue 8333 canzoni, sembra più vuoto che mai.
Per mantenere l'equilibrio karmico, sono stato al matrimonio di mio zio (uno dei numerosi), sempre col fidato cugino.
Ora, molto probabilmente saprete che nel sud Italia è usanza abbastanza consolidata (ossia l'alternativa è un blocco di cemento nei denti) che il matrimonio sia seguito da un pranzo di matrimonio così lungo, ma così lungo, che spesso il concetto di "finché morte non vi separi" raggiunge il suo termine ultimo prima della quarta portata. Ovviamente, non sono al sud, ma in centro Italia, il che significa che il matrimonio è semplicemente durato abbastanza da annoiare a morte non solo le torme di bambini, ma anche gli adulti.
Non dico che sia stato una palla assurda. Anzi, suppongo che sia stato particolarmente interessante e bello per tutti quegli uomini adulti, con bambini o senza, vestiti eleganti nonostante i seni rifatti, i tatuaggi o i capelli ormai diradati, ma personalmente credo che un qualsiasi pranzo al ristorante non debba superare le due ore, altrimenti subentra l'abbiocco (termine di etimologia incerta che indica il totale assopimento dei soggetti senza conseguente fase REM del sonno).
Negli ultimi giorni sto considerando numerosi casi per Cupido Franky; molti sono difficili, altri sono più semplici, ma nel complesso proverò ugualmente a conseguire la vittoria in tutti.
Ah, già, e poi sto cercando di entrare in qualche università.
Chi lo sa, potrebbe essere la svolta della mia vita.
Ma anche no.
E anche oggi, niente disegni.

lunedì 6 agosto 2012

I gusti

Cosa è reale e cosa non lo è?
In teoria tutto ciò che viene propinato al nostro cervello passa attraverso l'opinione marcata e monopolizzante dei sensi, quindi tutto ciò che teoricamente le nostre palle degli occhi ci descrivono deve equivalere a verità, e così anche le vibrazioni che indugiano nei nostri pertugi vestibolococleari, ma spesso ci scontriamo con l'assoluta incertezza che quello che vediamo sia definito come unico punto di riferimento.
Di questo spiacevole scherzo è responsabile il cervello, desideroso di vendetta e anche il più deficiente degli elementi dello scenario, visto che è lui stesso ad ordire strutture comportamentali complesse a partire dalle preferenze e dagli stimoli sensoriali, in modo da poter ingannare se stesso con idee di sua creazione.
A partire da questa deprecabile tendenza del cervello umano a definire cose come "giusto" o "sbagliato" oppure "meglio" o "peggio" in generale secondo un ragionamento spesso errato e costruito su fondamenta stabili quanto l'aria, l'uomo ha sviluppato un'orripilante demagogia delle opinioni, che si condensa, in soldoni, nella giustificazione dell'idea della maggioranza come ideale assoluto, eterno, privo di se e di ma.
Ma il cervello umano è conosciuto per aver la memoria corta, tanto da scordare che ciò che viene decretato poco prima come negativo può poco dopo ottenere la maggioranza in quella orribile demagogia chiamata tendenza.
Non prendetemi per un anticonformista. La tendenza non ha sempre torto (anche se spesso ce l'ha, visto che a mio dire molti elementi della maggioranza non hanno mai sviluppato un punto di vista differente da quello dei loro orifizi più sgradevoli, spesso situato fra le loro natiche o similmente appena sotto il loro naso) e allo stesso modo non c'è un metodo sicuro ed ineccepibile per definire quando ciò accada. Tutto questo cade sotto il relativismo gnoseologico, come sempre, e ringrazio che un mucchio di simpatici barbuti nullafacenti con il senso del business abbiano contribuito a farlo notare all'antica Grecia.
Fatto sta che non è importante che la tendenza sia sempre assoluta e assoluta in modo positivo verso cose oggettivamente positive, perché dicendo oggettivamente staremmo mandando a puttane tutto l'impianto di cui sopra.
Quello che bisogna imparare è a credere nella propria personale esperienza a prescindere dalla tendenza (e non facendo gli hipster, che altro non sono che gente che segue la tendenza di non seguire le tendenze maggiori solo perché è bello seguire una tendenza diversa) dopo aver sviluppato l'arte dell'uscita dal corpo. Non sto parlando di esperienze extra-corporee, ma solo della capacità di uscire dal proprio punto di vista. Una volta viste le differenti opinioni, è giusto anche tornare alla propria qualora la si ritenga migliore.
Mi voglio spiegare in un modo più terreno.
Molti al giorno d'oggi indossano occhiali con montature enormi, spesse, pesanti, rigide. Un tempo indossarle era sinonimo di possesso di lenti spesse, dovute a problemi di vista che venivano ricondotti per logica da quattro soldi allo studio indefesso tipico di persone chiamate secchioni. Tali elementi del branco umano chiamato società erano considerati incapaci dell'interazione e della leadership nei branchi dei giovani.
Oggi la tendenza si è capovolta, e i leader dei branchi di giovani umani indossano occhiali da sole e non, ma rigorosamente enormi, e molto spesso con lenti così grosse da avere satelliti propri.
Quello che cerco di dire non è di smettere di indossare occhiali dalla montatura spessa che al momento sono molto fighi perché è da ipocriti. Io stesso potrei essere benissimo accusabile di ipocrisia, visto che tornando indietro con le pagine di questo blog trovereste molte mie testimonianze di un'opinione completamente diversa. Ciò che rende stupidi, incoscienti e soprattutto dei deficienti a livello oggettivo (e stavolta il termine è accettabile) è il nascondere tale ipocrisia. L'ipocrisia di base dell'uomo è il cambiare idea, e credo che sia un punto decisamente a favore della razza umana. Il nascondere l'atto di cambiare idea, di cambiare tendenza, e far assurgere l'idea dell'ultimo momento ad assoluta ed eterna nel tempo e nello spazio, è l'atto di bieco occultamento dell'arte umana di cambiare i propri concetti in merito alle proprie conoscenze.
Non so proprio perché ho scritto tutto ciò. Forse ne avevo bisogno, forse no.
O forse è perché il fatto che i miei genitori continuino a rompermi le palle sul fatto che la mia tracolla è per loro esteticamente orribile quando per me l'estetica è assolutamente secondaria, visto che al suddetta tracolla è funzionale, ottima e capiente, nonché molto più fruga di qualsiasi tracolla in pelle firmata Lacoste o Piquadro che mi abbiano fatto vedere.
Forse era meglio omettere questa parte.

mercoledì 25 luglio 2012

Recensionismo semicommerciale di album che mi ero perso

Oggi, siccome sono molto eclettico, ho deciso di recensire nel mio stile inconfondibile (n.d.a) ben quattro album nello stesso post. La causa di tanto zelo è il desiderio di ammorbarvi con gruppi che molti ascoltano (credo) ma sarebbero facilmente rimpiazzabili da gruppi più frughi. Essendo tuttavia lo scenario musicale un panorama così ampio da non poter essere totalmente monopolizzato, freghiamocene della comparazione con altra musica (a meno che io non decida di essere ipocrita e gridare "erano meglio i led zeppelin" o "quando c'erano i queen i treni arrivavano in orario". Soprattutto considerando che i suddetti non mi hanno mai attratto particolarmente).
Gli album in questione sono:
-Dark Adrenaline dei Lacuna Coil
-Living Things dei Linkin Park
-Amaryllis degli Shinedown
-Beneath The Scars dei 12 Stones

Partiamo con ordine, e per la precisione un ordine sbagliato.
Iniziamo con Living Things.
Tutti sapranno che il gruppo iconico del Nu Metal (o almeno, così sono convinti i membri del gruppo e i loro poveri fan cerebrolesi provenienti dalle sfere sociali alte dei media) ha abbandonato le sonorità aggressive originarie di Hybrid Theory e Meteora in favore di musiche più tenere, di quelle da condividere con la ragazza carina che si crede alternativa grazie ad un repertorio che inizia con gli Oasis, passa per Jovanotti e finisce appunto con i Linkin Park. In Minutes to Midnight i Linkin Park avevano mantenuto un sottile legame con le sonorità originali, però totalmente stravolte in favore del nuovo stile del cantante Chester Bennington. Un po' come Jovanotti che da quando ha iniziato a cantare canzoni come A te non ha più fatto un rap degno di Serenata Rap.
Living Things è praticamente la stessa cosa di Minutes to Midnight, intervallato da un periodo di ritorno fallimentare alla sonorità aggressiva di un tempo con l'uso delle musiche nuove e delle tematiche vecchie (ribellione, aggressività, libertà). Tuttavia queste tematiche non si sposavano bene con il nuovo stile più pop dei Linkin Park e questo ha segnato il passaggio a Living Things, un album che ripropone sonorità che mi fanno pensare a Minutes to Midnight anche per il fatto che si alternano canzoni aggressive, come Victimized, e pezzi tranquilli come Roads Untraveled, l'unica canzone che mi sia piaciuta davvero, e tuttavia con un retrogusto di "io queste melodie le ho già sentite prima".
Living Things ci propone un altro tentativo di musicalità sempre più elettronico-melodica e sempre meno nu metal, al punto che mi domando se il NU non stia ormai per nettezza urbana. Ciò significherebbe che i Linkin Park hanno buttato nel cassonetto le loro sonorità originali per riuscire a piacere a molti più fan meno fedeli, ossia le pecore che seguono i variegati pastori della musica commerciale. E a giudicare dall'affetto che un tempo i bimbi avevano per i Linkin Park, quando caricavano AMV su Youtube col solo scopo di far vedere che i Linkin Park erano fighi e, cacchio, erano fighi anche loro che caricavano quei video.
Ora è difficile, con queste sonorità, vedere torme di adolescenti attirati dalla musica dei Linkin Park per più di due mesi.
Lasciando un fiorellino sul tumulo della sonorità nu metal dei LP, passiamo ad Amaryllis degli Shinedown.
Devo dire che spesso e volentieri confondo gli Shinedown con i Seether, forse perché li ho messi vicini nelle playlist del mio iPod. Ma alla fine ricordo che mentre i Seether sono più cupi, quasi oscuri nell'uso dell'alternative rock che piace a me, gli Shinedown incarnano una furia più aggressiva, diciamo più di colore rosso che di colore nero (i giocatori di Magic come quei furboni di Bjorko Dio capiranno).
Tuttavia, in questo album, più che confondermi con i Seether, mi sono confuso con i Saliva. Ho pensato: "Ma  siamo sicuri che l'abbiano fatto gli Shinedown? Questo stile mi ricorda molto Josey Scott, e so che Scott ha lasciato da poco i Saliva per fare Christian Rock."
Alla fine mi ero semplicemente sbagliato, quindi facciamo finta di niente e procediamo con Amaryllis.
Questo album passa a blocchi diretti da un tipo di canzone all'altra, usando pezzi teneri e nostalgici come l'omonima Amaryllis, e pezzi davvero cattivi, come Enemies e My Name (Wearing Me Down). Amaryllis mi ha lasciato molto perplesso, perché nel complesso poche canzoni mi sono rimaste in testa in modo prolungato, ma l'ultima citata era davvero bella, un diario di torturata oscurità di un nome foriero di sventure.
Dopo questo altalenante album degli Shinedown passiamo a qualcuno che mi ha sempre dato l'impressione di essere inconsistente sia a livello musicale, sia a livello di presenza fisica nella musica.
I 12 Stones sono sempre stati una presenza marginale sul mio iPod, tanto che solo ogni tanto, incappando negli estremi della lista di playlist, mi ricordavo che esistevano. E così mi ricordavo che c'erano canzoni abbastanza orecchiabili, anche se da ricercare in mezzo a quella che non ho timore di chiamare spazzatura. Davvero, oltre a pezzi di rara apprezzabilità, i 12 Stones producevano molte canzoni che mi lasciavano amnesico, perché mi domandavo se avevo realmente ascoltato qualcosa o se mi ero perso. Un'unica eccezione era stata Anthem for The Underdog, che conteneva davvero molti pezzi buoni tutti insieme.
Per contro, Beneath The Scars contiene il più alto tasso di spazzatura firmata 12 Stones.
Questo è tutto quello che desidero dire di Beneath The Scars. Non si può dire altrimenti, se dopo averlo ascoltato tutto l'album non ricordavo la benché minima melodia.
Terminiamo quindi con Dark Adrenaline.
I Lacuna Coil erano sempre stati uno di quei gruppi che avevo considerato in modo ambiguo (ogni riferimento a Cristina Scabbia è totalmente non intenzionale). Il loro sound era molto vario, a riprova dell'atteggiamento di classificazione metal che veniva loro affibbiato. In effetti mi ritrovo spesso a pensare a canzoni come Within Me e a dire "come fai a chiamare questa roba metal?"
Il fatto di essere musicalmente incerti come i Linkin Park era un carattere che si ripercuoteva nella loro vicinanza nelle playlist. La discrepanza fra i due era invece il fatto che dove i Linkin Park avevano un approccio al metal ibrido come il loro primo album, i Lacuna Coil erano stati più classici nell'uso del metal, pur non rimanendo troppo nella categoria. Ogni tanto ne uscivano per fare una passeggiata per altre vie, evitando però con attenzione la strada commerciale, conosciuta per i suoi bordelli e per i suoi cattivi affari.
Resta però la certezza che il metal ha avuto una grande influenza su di loro e si vede.
Ora stanno finalmente maturando. All'uscita di Dark Adrenaline hanno annunciato che sarebbe stato un sunto di tutti i loro precedenti lavori, e per una volta, a differenza dei commenti fatti dalle band all'uscita degli album ("stiamo sperimentando" "questo è un periodo di transizione" e la più grande palla: "questo sarà il miglior album de *band a caso* dall'inizio della nostra carriera") il loro commento mi è parso un commento più che ragionato. Ho rivisto molti pezzi dei Lacuna Coil precedenti Shallow Life, e non solo una pedissequa continuazione dell'album precedente.
Senza contare la cover di Losing My Religion, che però non è eclatante.
E in fondo ci siamo rotti le palle delle cover dei R.E.M, visto che abbiamo Ligabue che ne ha fatto un lavoro stabile fino ad oggi.
Ma come continuerà ora che i R.E.M. si sono sciolti?
Ah, già, dimenticavo quell'arte del riproporre se stessi per soldi. Ora vi insegno come fare, questo si può eseguire sempre e comunque, basta aver fatto almeno due studio album prima.
1) Componete una sola canzone nuova, possibilmente con un titolo figo, e tenetela in serbo.
2) Prendete una dozzina di pezzi già incisi in album precedenti
3) Incidete un nuovo album inserendo la canzone nuova e le canzoni vecchie in un unico disco.
4) Apponete il nome della band/cantautore sul disco, seguito dalle parole "Greatest Hits".
5) Mettete in vendita.
6) ???
7) Profit!

martedì 17 luglio 2012

Dread Evil FrankenCupid Mastermind

Celebro oggi un'ennesima vittoria su tutti i fronti. Vi invito a festeggiare tutti, single e non, perché un giorno ci sarà un'anima gemella per tutti!
Ma meglio non affrettare i passi: meglio iniziare dal principio.
Vi racconterò una storia.
Tanto tempo fa c'era un ragazzo con gli occhiali, sveglio ed intelligente, non bravissimo a relazionarsi col resto del mondo ma particolarmente bravo a disegnare e a scrivere storielle fantastiche.
Un giorno alzò lo sguardo al cielo, senza motivo apparente, desiderando di poter volare. Tutto ciò non c'entra comunque un benemerito cazzo.
Fatto sta che dal cielo venne giù qualcosa.
Venne giù un putto.
Sì, proprio un putto, uno di quegli angioletti di San Valentino.
Solo che non era un angioletto qualsiasi.
Era un putto cyborg radioattivo.
No, davvero, non sto raccontando menate, era un putto dalle alucce dorate antigravitazionali, diversi impianti bionici nella carne del color della porcellana, e i capelli di colori iridescenti perché erano, appunto, in iridio.
Il suo reattore a fissione nucleare stava decadendo rapidamente e i suoi complessi circuiti di materiale organico-sintetico stavano corrodendosi a causa delle radiazioni. Tutte le sue funzioni primarie erano seriamente danneggiate.
Improvvisamente, per salvare i sistemi di base, il putto cyborg decise di mettere da parte in una serie di zone criptate del sistema i propri protocolli e programmi più complessi.
Facendo ciò, finì per regredire ad un sanguinoso tato di ferinità.
E ovviamente si fiondò come una furia sul ragazzo di poco prima, quello bravo a disegnare, e lo morse.
Sì, insomma, tagliamo corto, questa non è la storia di Spiderman, visto che al ragazzo non erano morti zii di recente, né aveva mai avuto alcuna abilità nel cucito per farsi un costume decente.
Insomma, dopo essere stato morso da un putto cyborg radioattivo, non sapendo che fare, il ragazzo chiese aiuto prima alle autorità, e in seguito, siccome non riuscivano a comprendere la gravità del suo problema (e bisogna dire che essere morsi da un putto cyborg radioattivo è davvero una grave incombenza), ai suoi amici. Uno dei suoi migliori amici, famoso per aver coniato alcune espressioni prive di passato, futuro e senso generale, gli rispose: "Davvero? Che franky!"
Saltando le scene in cui il ragazzo scoprì di aver ottenuto il potere di sentire le emozioni altrui, e quello di emettere segnali su varie frequenze radio facendo rumori strani con la bocca (ma, casualmente, non quello di volare), passiamo alla parte saliente:
Il ragazzo decise di combattere il problema dei ragazzi e delle ragazze che come lui erano condannati alla solitudine nei rapporti sentimentali (pur scordando che lui stesso aveva avuto alcune relazioni sentimentali dalle quali era uscito lasciando lui stesso le sue partner). Non trovando nell'armadio niente di particolarmente supereroico, e sperando nella comprensione da parte della popolazione dei suoi buoni propositi, si limitò a mettere insieme un discutibile costume di scena. Per fingere di saper volare, si attaccò due alucce dorate alla schiena e poi si tinse i capelli di blu e si mise una catena d'oro al collo, giusto perché nella sua malata mente faceva figo.
E fu così che assemblando nomi a casaccio nacque la leggenda di Cupido Franky!


Poi lo arrestarono per disturbo della quiete pubblica, e la leggenda scomparve nell'oblio.


Ma ovviamente era in previsione un sequel.
Long story short, Cupido Franky tornò grazie ad una macchina del tempo, una paperella di gomma e una graffetta quantistica, e riuscì ad aiutare molte persone a trovarsi un'anima gemella (e quelle che già ce l'avevano a cercare di tenersela stretta).
L'avrete capito, Cupido Franky sono io (e vi prego di non invidiarmi i capelli).
Oggi ho completato un'altra missione, e mi sento più contento che mai, pronto ad affrontare il mondo e le sue emozioni represse, le sue relazioni traballanti, i suoi tradimenti, passioni e tutte quelle cose che ci sono anche nella sigla di Xena - Principessa Guerriera.
Io lo so, voi volete dare una sterzata amorosa alla vostra vita per finire oltre il guard-rail della socialità passiva per precipitarvi nell'abisso delle relazioni sentimentali.
Lui è lì fuori, in attesa della chiamata dei prossimi single in cerca di affetto e consolazione. È il Bob Aggiustatutto delle relazioni amorose, il Gregory House dei Cyborg nella stagione degli amori, l'Ispettore Gadget delle emozioni segrete, lo psicopatico dalla capigliatura più in del quartiere.
È lui, è Cupido Franky, la vostra amichevole spugna emotiva di quartiere, pronto a usare il relativismo gnoseologico per farvi capire che alla fine preoccuparvi di dare fuoco al vostro ex-ragazzo stronzo è inutile; pronto a presentarvene un altro, anche più stronzo, però più sincero (e magari più facilmente combustibile).


Oppure un cammello barbuto, a seconda dei gusti.

venerdì 13 luglio 2012

L'arte del lavoro

Oggi mi sento allegro.
Oggi sono andato a lavorare.
Nonostante la fatica del lavoro (irrisoria) ho avuto una soddisfazione intrinseca, lontana dal concetto di pagamento. Sono andato in giro a distribuire volantini.
"Sai che lavoro", direte voi. Io invece mi sono trovato estremamente appagato, con il sole che batteva nelle strade (doppi sensi a go-go), il frinire quasi rombante delle cicale, la labirintica struttura dei paesini, delle frazioni, dei luoghi lontani dalla civiltà, la chiusura ermetica degli anziani che chiedono in paranoia se sia pubblicità quella che hai in mano, quando in realtà immaginano che tu sia uno di quei ladri e/o truffatori che sono ovunque, nelle strade della loro mente. Mi domando se in mondi come Ravnica, un'ecumenopoli, esisterebbero realtà desertiche e labirintiche come quelle del posto dove sono stato. Forse il detto "ogni luogo è paese" funziona davvero. Fatto sta che sto sviluppando un'ambientazione completamente fan-made di Magic: The Gathering con lo scenario del blocco Ravnica, utilizzando le regole di Pathfinder. Quando sarà pronta, la renderò disponibile per la gioia dei nerd di tutto il mondo, sperando che apprezzino questa creazione (e, ovviamente, qualcuno della Paizo o di altre case di giochi mi noti e mi assuma per il mio estro creativo).
Comunque il lavoro di oggi è stato divertente per tre motivi: il primo è quello dell'esplorazione, l'avanzata in quei territori quasi alieni a noi persone di città, la realtà che chiamiamo campagna senza averla veramente inquadrata. Un viaggio straniante, disseminato di tappe segnalate dalle cassette della posta: cassette di tutti i tipi, in ghisa, in metallo simile all'alluminio (non ho controllato), in acciaio inossidabile, in ferro battuto, eccetera. Ma è anche un viaggio disseminato di cani. Ora capisco l'antica rivalità fra la razza canina e i postini, e compatisco entrambi. Fatto sta che una grandissima testa di cazzo che lascia un pastore abruzzese libero di scorrazzare fuori dal cancello è effettivamente ed oggettivamente una grandissima testa di cazzo.
Il secondo motivo è l'equivalenza del tempo con i soldi. Il pagamento è a ore, quindi teoricamente potrei volare sopra il paesino in questione e lanciare i volantini ovunque, poi restare a zonzo per ore e ore con l'ultimo volantino in mano, e infine consegnarlo guadagnando un equivalente foffo. Invece è stato quel lavorare che mi ha fatto guardare il tempo come lo misurano gli uomini in funzione dei pezzetti di carta che governano le sorti degli uomini. Non dirò che sia stato necessariamente accattivante, ma è stata comunque un'esperienza interessante. Fatto sta che la quantità di denaro guadagnata è totalmente irrilevante: si potrebbe stare ore e ore a disquisire su quanto valgano le ore di lavoro di una persona che fa volantinaggio e non si arriverebbe mai ad un valore univoco, obiettivo, definitivo. Sono concetti umani. Ma è stato comunque appagante il fatto avere un lavoro.
Il terzo è l'elemento della comunicazione. Ho avuto molto più contatto con la gente cercando di spiegare che cosa ci fosse sui volantini che aiutando qualcuno in difficoltà, o insegnando a dei bambini. E poi è divertente la reazione che possono avere a diversi argomenti che gli proponi.
Quanto a me, resterò ipocrita, ma nonostante abbia provato le difficoltà del volantinaggio, ogni volantino che troverò nella mia cassetta della posta continuerà a fare la brutta fine che ha sempre fatto: a migliorare la lettiera del gatto.
A meno che non dica "sconti del 90% sulle armi giapponesi, dalla naginata al kusari-gama".
O "fumetti non-bonelli gratis".
Nel caso non ve ne siate accorti, ho messo una canzone degli Uochi Toki al posto dei soliti disegni. Se non riuscite a notare le dieci differenze, ho una brutta notizia per voi: non c'è la soluzione sul retro della pagina.

giovedì 12 luglio 2012

Dei stellari made in Melfist

Oggi non ho voglia di parlare a vanvera. Beccatevi questi due C'tan totalmente nuovi: il Falso Re e l'Osservatore.


martedì 10 luglio 2012

Lo Stupefacente Uomo Aracnide e altra roba

Ieri sono andato a vedere The Amazing Spiderman al cinema con la mia ragazza e due amici. Dopo aver costretto alla logica matematica i due amici che non capivano come fare il conto del resto unificato, siamo andati a mangiare pizza e patatine e siamo entrati in tempo per i trailer.
Il primo: Biancaneve e il Cacciatore. Possiamo sopportare Chris Hemsworth nel ruolo del cacciatore, ma quando lo Specchio dice alla regina Brunilde che Kristen Stewart (aka Biancaneve) la supererà mi viene da ridere amaramente. Begli effetti speciali, comunque.
Il secondo: Resident Evil - Retribution. Meraviglioso l'inizio del trailer: famiglia felice, Milla Jovovich con un uomo e una figlia, e improvvisamente ZOMBIE APOCALYPSE. Poi diventa un normalissimo film d'azione del cazzo.
Il terzo: The Dark Knight Rises (mi rifiuto di usare il titolo italiano perché è orribile). Già visto in precedenza, ma rimane carino. Tuttavia Bane non spicca per la sua genialità come dovrebbe. Troppo spazio su Catwoman.
E poi inizia il film. Mi ha lasciato molto felice. Non racconterò la trama (anche se riferirò sul finale segreto in stile marvel che ormai contraddistingue tutti i loro film) ma mi limiterò a tracciare una serie di punti peculiari della storia: scene e scelte di regia buone o cattive.
-La cosa che mi è rimasta nel complesso più impressa è stata la scelta dell'attore, che interpreta Peter Parker  in modo umano, non come Tobey McGuire dall'età e dall'espressione indefinita. Questo è un personaggio che esulta davvero, fa cazzate, e ce le prende spesso e volentieri. La faccia di Peter nel riuscire ad inventare la ragnatela è qualcosa che mi porterò nel cuore per il resto della mia vita (e penso che ci faranno pure un meme, prima o poi).
-Certe volte salvare questo o quel tizio random può essere fondamentale. Quando Lizard gioca a bowling con le auto sul ponte, Spiderman salva proprio il figlioletto di un tizio che lavora nell'edilizia. Il tizio fa un meraviglioso comeback in scena quando organizza il ponte di gru per permettere a Spiderman di arrivare in tempo a destinazione. Peccato che Spiderman floppi proprio sulla prima.
-La storia di Peter con Gwen è stata sviluppata bene, con un inizio perfettamente sconclusionato (e quindi molto più realistico) e ha poi subito un'improvvisa accelerazione, ma non è stato un gran problema. Quello che mi ha scocciato è stato il fatto che molto probabilmente sono state tagliate scene un po' più hot di Peter che pucciava il biscotto con Gwen.
-Lizard ha un ottimo sviluppo, anche se è strano il modo in cui alla fine Connors, sconfitto dall'antidoto, decida di salvare ugualmente Peter. Come si vede nel finale segreto, un po' di squame le ha mantenute. Perché prima è così aggressivo, trasformazione dopo trasformazione, e dopo diventa improvvisamente il buon samaritano?
-Fantastica anche la tipica comparsata Marvel di Stan Lee. Non dico altro, va vista.
-Non solo il ruolo di Peter Parker, ma anche quello di Spiderman in sé è stato rivisitato in meglio.
Innanzitutto le battute che contraddistinguevano Spiderman sono tornate, stavolta molto migliori di quelle date a Tobey McGuire. Inoltre, a differenza della serie sviluppata da Sam Raimi, qui Spiderman non produce strane secrezioni bianche ed appiccicose dalle vene dei polsi. Il fatto che le produca con i lanciaragnatele (e che venga spesso visto mentre ne fa uso in modi fantastici) lo rende molto più bello a vedersi. Due scene su tutte: la ragnatela nelle fogne e l'imbozzolamento di Lizard a scuola.
-Peter Parker tende a farsi vedere troppo spesso senza maschera. In tutto il film si è fatto vedere col costume senza maschera (o semplicemente sfoggiando i suoi poteri) da mezza New York. E poi lascia il suo nome scritto sulla roba che lascia in giro. Un fail epico nella logica, ma un ottima scelta per indicare che Spiderman è ancora un supereroe in erba, e come dice il Capitano Stacy, lascia un sacco di tracce dietro di sé.
-Una singolare nota di apprezzamento va data a Flash Thompson. Ok, è un bullo grosso e cattivo. Ma lo stereotipo del bullo grosso e cattivo scompare dopo pochissimo tempo. Forse in vista della continuity Marvel, che ci ha presentato Flash in un certo numero di ruoli ascendenti da bullo tormentatore di Peter a nuovo Venom ingaggiato dal governo, Flash è forse uno dei personaggi che col tempo non si riuscirà più ad odiare.
-Una presenza mancata è stata quella di J.Jonah Jameson, che spero di vedere nel prossimo film. Per quanto possa sembrare passatista, mi è piaciuto l'attore della serie di Raimi e vorrei rivederlo.
-Il finale segreto presenta Kurt Connors portato in una cella di un ospedale psichiatrico/prigione. Lì, seduto nelle ombre, incontra un misterioso uomo, che i titoli di coda ci presentano come Michael Massee (per chi sia un intenditore di film vecchi, l'attore che sul set de Il Corvo sparò accidentalmente a Brandon Lee). Costui, secondo la sagace arte della continuità nei film Marvel, ci lascia indizi sul fatto che Norman Osborn (che, secondo la storia di questo film, stava morendo e che necessitava che Connors creasse una cura per lui) potrebbe essere presente nel prossimo film, anche se sembra che non sarà il main villain.
L'uomo interpretato da Massee è visto in giacca e cappello, o per meglio dire non è visto: è avvolto dalle ombre e non si sa nè come riesca d introdursi in prigione, né come ne esca, scomparendo nelle ombre come un fantasma.
L'attore che interpreta Connors ha assicurato che non era Osborn. Questo, e le poche fattezze visibili, mi hanno fatto pensare ad alcuni possibili candidati: Mysterio, l'Avvoltoio, o Electro. Spero vivamente nel primo o nel secondo.
Con questo ho finito: vi lascio con un tizio brutto disegnato bene. 

giovedì 5 luglio 2012

Passaggio di stato

Benvenuti di nuovo.
Il sito di Pariah è a vostra disposizione, come sempre.
La preoccupazione degli esami, se mai era effettivamente mia e non trasferita a me tramite la mia fortissima empatia psichica di basso livello dai miei compagni di classe nervosi e preoccupati, è andata via.
Appena dopo l'esame son tornato a casa a mangiare (erano le 2:30 passate, ero clinicamente morto perché per la prima volta sentivo un effettivo dolore fisico causato dalla fame) e ho passato un'ameno pomeriggio nei panni del mio guerriero armato di lancia, nella campagna di Dan. Direi che è stata una buona giornata.
Non spenderò ulteriori parole sull'esame di maturità. Questo non è un blog da fighette e non esprimo teneri sentimenti di crescita spirituale in rapporto all'universo sociale studentesco filtrato dalle mode.
Oggi si posta disegni, visto che ne ho fatti un sacco di recente e solo ora ne ho scannerizzati in massa.
Ricomincio a postare qualcosina, qualche disegno interessante, molti inquietanti, come al solito.
Iniziamo con questo.
I giocatore di Warhammer 40000 che hanno letto il Codex Necron avranno riconosciuto (si spera) il nome della creatura.
Sì, mi è venuta voglia di immaginare C'tan, ossia dei stellari, divinità di metallo vivente imprigionate da coloro che li adoravano e che da loro furono ingannati.
Questo è solo un abbozzo di Iash'Uddra Lo Sciame Infinito, uno C'tan citato appena, e io l'ho interpretato con un tema insettoide e con tanti scarabei canoptek a volteggiargli intorno.
Chiunque fosse interessato a lasciare qualche commento, un'idea, anche solo un "Ciao" può farsi avanti, eh.
La prossima volta sarò anche più prolifico, più vitale, forse anche un po' più stronzo, o chissà, magari sarò dolce e gentile.
Au revoir.

martedì 12 giugno 2012

HERP MATURITY TIME DERP

Sono in dirittura d'arrivo per l'esame di maturità. Non farò sentimentalismi sugli anni passati, sulle esperienze, sul cameratismo, anche se potrebbero farmi guadagnare numerosi punti in share presso i lettori dalla lacrima facile che hanno la mia stessa età e che si accingono a fare l'esame come me.
Non sarò neppure aspramente critico, perché finirei per offendere a raffica numerose istituzioni pubbliche, alcuni elementi a capo delle suddette istituzioni e alcuni onesti lavoratori della categoria, oltre che numerosi miei compagni di sventure.
Mi limiterò a dire che si tratta di cinque anni. Non è un traguardo epico, ma è un traguardo al quale molti della mia età guardano con apprensione prima e con ridanciana nostalgia dopo. Io mi limiterò a dire che se si trattasse di essere felice, non ne farei dipendere direttamente la scuola. Gli eventi scolastici sono stati ininfluenti.
Non sarò ipocrita (non stavolta) dicendo che non ho provato emozioni durante questi cinque anni di scuola superiore. Ho incontrato il meglio e il peggio di quello che c'era da offrire. Ho vissuto in modo pacifico l'avventura scolastica e anche se attraverso un processo complesso e difficoltoso, attraverso una serie di impercettibili cambiamenti psicologici, ho imparato a guardare tutta la mia esperienza nell'ottica universale che suggerirebbe che non ha assolutamente la benché minima importanza, e nell'ottica umana che fa notare quanto questo modificherà la mia vita in seguito.
Insomma, non ho lasciato un segno indelebile di me in questa scuola, ma non me ne rammarico troppo. Ero più impegnato a restare in pace con me stesso, a scoprire me e la magia come elemento fondamentale della realtà materiale e non, piuttosto che a preoccuparmi troppo della media. E, ovviamente, a vivere felice e a divertirmi, senza eccedere troppo (checché ne dica quella pedante di mia madre).
Non ho fatto sempre del mio meglio; ma sono qui e come sempre questo è il solito miglior finale fra tutti i finali possibili.
E non è neppure un finale. "Nulla ha fine, Adrian." disse Jon Osterman nel finale di Watchmen. Ormai l'ho imparato a memoria, so che cosa dice per filo e per segno. Ci ho fatto la tesina, dopotutto.

Mi limiterò a concludere questa parte di mondo in memoria nel mio hardware organico con un epilogo. Poi passerò al prossimo atto. Probabilmente ci saranno altri post prima del definitivo cambio di direzione: io sarò lo stesso ma cambierò, cambieranno gli ambienti, le modalità di studio, la qualità dei disegni e molte altre cose. Ma io sarò lo stesso.

Oh, ma a chi la do a bere con questo pensiero profondo?
Beccatevi questo disegno fatto col trattopen durante una sessione di Fatpinder (e, sì, lo so, dovrei postare fumetti ma ho problemi di scanner e di inchiostratori disponibili, oltre che di voglia).